A chi sei figlia?
Questo progetto nasce dal percorso di analisi dell’archetipo materno. In particolare sul rapporto con la “madre terribile”: colei che inibisce, vincola chi aspira alla libertà, all’autonomia, trattiene, fissa, cattura e, sottraendo il suo amore, esercita il suo potere sui figli (C. G. Jung).
“A chi sei figlia?” mi chiedevano le donne del paese di cui era originaria mia madre quando ero adolescente. In queste semplici parole è racchiusa tutta la saggezza popolare che assegna alla madre, da un lato, il ruolo di figura destinata nel bene e nel male a segnare inesorabilmente la nostra vita e il nostro mondo interiore, dall’altro, un universo composito di significati, un archetipo portatore di valori universali, che danno forma e orientano la vita psichica individuale e collettiva.
Il tema della “madre” è comune e trasversale in ogni cultura. Spesso è legato ad un sentimento di mancanza, d’identità, di perdita, di concepimento e coinvolge diverse generazioni.
Questo lavoro è un viaggio misterioso, doloroso, taumaturgico per pacificare il sentimento e l’amore verso la mamma e poter incontrare la Grande Madre, l’unica capace di sanare ogni ferita.
In questo progetto mi hanno accompagnato Nausicaa Giulia Bianchi (fotografa documentarista e insegnante) e l’analista Flaminia Nucci senza la quale non avrei avuto gli strumenti di elaborazione.
“A CHI SEI FIGLIA?” è stato presentato come Artist book a Milano allo Spazio Mantegna durante l’evento “Quando il libro è espressione d’arte” per Book City 2025.
Formato: 32 x 38 (aperto 76) cm
Tecnica mista: fotografie, rielaborazioni pittoriche su stampe e digitali, collage con carta e fodere trovate nella macchina da cucire di mia madre sarta.